Gruppi di uomini organizzati per sedare e stuprare le proprie compagne


È successo di nuovo. Pensavamo che il caso di Giselle Pelicot avesse fatto affiorare la parte più brutale e orribile di certi uomini e speravamo che certi episodi di violenza non si verificassero mai più.

Invece tocca constatare ancora una volta che non c'è limite al peggio. Dalle indagini condotte da Europol è emerso il caso di comunità online europea di uomini che si scambiava consigli su farmaci e droghe da usare per addormentare le proprie compagne e girare video degli abusi da condividere nei gruppi e nei forum di soli uomini.

Solo pochi mesi fa è stata pubblicata l'inchiesta della CNN sulla cosiddetta "Accademia dello stupro" in cui il livello delle chat era abbastanza simile a questi gruppi.

La domanda che viene da porsi, al di là della solidarietà maschile, della capacità di organizzarsi e condividere il tutto, è: che gusto si può mai provare ad avere un rapporto con una persona in totale stato di incoscienza? Che tipo di piacere potrà mai dare farlo con una donna che non ha nessun tipo di reazione? Fare sesso con una persona sedata è quasi al pari della necrofilia, non è una perversione, è proprio follia allo stato puro.

La parte più bella dell'amplesso è proprio la condivisione del momento, il sentirsi profondamente legati a un'altra persona tanto da diventare un'unica cosa. Non c'è niente di più esaltante del vedere il proprio compagno o la propria compagna contorcersi dal piacere, sentire il suo corpo che reagisce al tocco della pelle, guardare come cambiano le espressioni del volto.

Quando una compagna non ha nessun tipo di desiderio sessuale è il caso di porsi delle domande e trovare soluzioni se ci sono dei problemi. In alcune fasi della vita della donna, ad esempio, ci sono dei cali della libido, come durante la perimenopausa o in menopausa o a seguito di eventi traumatici importanti.

Un compagno ha il compito di supportare la partner per capire cosa c'è che non va, non può arrogarsi il diritto di prenderla contro la sua volontà drogandola e usando il suo corpo come se fosse un oggetto atto a soddisfare le sue necessità.

Cosa resta a una donna che non può sentirsi al sicuro nemmeno tra le mura di casa sua? Come può stare tranquilla se non può fidarsi nemmeno del proprio uomo?

Eppure loro continua a dire not all men, non tutti gli uomini, ma sono sempre gli uomini a commettere questo genere di nefandezze. Di donne che violentano uomini sedati o drogati, infatti, se ne trovano solo in storie di fantasia, film, libri.

Io stessa ho scritto un racconto intitolato Te lo potevi aspettare che fa parte del mio libro A parti inverse. Nella storia che ho inventato la protagonista è una farmacista che usa le sue conoscenze professionali per addormentare gli uomini e violentarli.

Il mio racconto è appunto, una storia inventata in cui ho ribaltato la realtà per far capire agli uomini cosa si prova a stare dall'altra parte, quella della vittima.

Nella realtà episodi in cui le donne approfittano dello stato di incoscienza degli uomini per fare del loro corpo un oggetto sul quale sfogare le loro fantasie sessuali non accadono mai o quasi mai e sono casi remoti e isolati.

Gli uomini invece lo fanno in maniera programmata, si organizzano, si scambiano consigli, non hanno paura di nulla, si sentono forti e si fanno scudo tra di loro.

Stupisce che per commettere questi crimini orribili riescano facilmente a ritrovarsi e a darsi manforte mentre quegli uomini che subiscono violenza fisica o psicologica da parte delle loro partner non siano ancora riusciti a creare delle associazioni o delle cooperative per il supporto delle vittime di violenza femminile e l'unica cosa che riescono a fare è solo odiare le donne.


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